
Legge di Boyle e Mariotte
A temperatura costante, il volume di una certa quantità di gas, è inversamente proporzionale alla pressione a cui viene sottoposto.
Questa legge di fisica, così come quella di Henry, è fondamentale per comprendere quello che accade al nostro organismo, quando siamo in immersione.
L'enunciato, in questa circostanza è molto semplice e porta a delle considerazione pratiche. Innanzi tutto, per effetto della riduzione del volume dei gas, l'assetto idrostatico varia moltissimo in relazione alla profondità che raggiungiamo.
Bisogna tenere presente inoltre, che non solo l'organismo ma anche il materiale con cui è costruita la muta (neoprene) è composto in gran parte d'aria, racchiusa in particolari strutture cellulari e quindi è particolarmente sensibile alla riduzione del volume dei gas.
Per questi motivi prima dell'impiego del Giubbetto ad Assetto Variabile (GAV) occorreva cercare un buon compromesso dell'assetto in immersione regolando la respirazione e questo era uno degli indicatori dell'abilità acquatica di un subacqueo. Il giubbetto idrostatico ha in parte risolto questa difficoltà, consentendo di ottenere quello che si definisce "assetto neutro", ma per ottenerlo è necessario in ogni caso imparare a dosare perfettamente la cintura di piombi, per evitare di sovraccaricarsi di zavorra inutile o, al contrario, di non riuscire a contrastare la spinta positiva in prossimità della superficie a bombole scariche.

Bisogna sempre ricordare di gonfiare il GAV durante la discesa e di scaricarlo in risalita. Il motivo è evidente: in questa seconda fase, per effetto delle diminuzione della pressione, l'aria contenuta nel giubbetto si espanderà e aumenterà il proprio volume e, inesorabilmente, tenderà ad accelerare eccessivamente l'ascesa, con gravi rischi per l'incolumità del subacqueo.A questo fenomeno fisico è legato il più grave incidente che può colpire un subacqueo: l'embolia traumatica, che non deve essere confusa con quella gassosa. Quest'evento drammatico colpisce gli incauti che durante la risalita, sospendono la respirazione: per effetto della diminuzione della pressione, l'aria contenuta nei polmoni aumenterà il proprio volume fino a lacerare i tessuti che la contengono. Gli effetti di questo fenomeno, come facilmente si può intuire, sono sempre letali.Una regola fondamentale che tutti debbono ricordare è che sott'acqua non bisogna mai, per nessun motivo trattenere il respiro (tranne che in apnea, naturalmente) soprattutto durante la risalita, che dovrà essere effettuata a non più di 10 metri al minuto.L'apprendimento di queste regole non può prescindere da un'osservazione pratica. Nonostante il GAV aiuti notevolmente i polmoni alla ricerca di un assetto neutro, diciamo che esso deve fare al massimo l’80-90% del lavoro, lasciando ai polmoni la “regolazione finale” del volume d’aria aumentando così contemporaneamente: la consapevolezza il confort e soprattutto la sicurezza.